Curiosità

Presidi Slow Food in Sicilia: quali sono e come comprare i prodotti

Presidio Slow Food

L’era industriale, con la sua velocità, ha messo a dura prova le tradizioni del nostro paese, tradizioni che si fondavano infatti sulla lentezza e sulla semplicità. Queste sono tradizioni che meritano di essere rivalutate e sostenute. A farlo ci sono i Presidi Slow Food, che hanno come compito proprio quello di far sì che le tradizioni del passato e i più antichi mestieri possono essere recuperati, evitando inoltre l’estinzione di alcune razze da allevamento, nonché di alcuni ortaggi e frutta. Sono oltre 500 i Presidi Slow Food, di cui molti in Sicilia. Andiamo insieme a scoprire tutti i presidi siciliani e come comprare questi eccezionali prodotti.

Lenticchia nera delle colline ennesi

La lenticchia nera è un legume siciliano tradizionale, coltivato da sempre sulle colline ennesi. Fino agli anni ‘50 la sua coltivazione era molto diffusa, ma è andata via via a scomparire in quanto non si presta alla produzione meccanizzata. L’intero ciclo deve essere gestito infatti del tutto a mano, con lentezza, oggi proprio come un tempo.

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Esternamente scura, all’interno risulta invece rossastra ed è di piccole dimensioni. È in possesso di caratteristiche organolettiche semplicemente eccellenti, ricca infatti di proteine e di ferro. Il suo sapore è intenso, con una nota minerale. Si presta ad essere utilizzata per la preparazione delle zuppe ma anche per accompagnare il pesce, soprattutto i gamberi.

Fava Larga di Leonforte

Le fave larghe di Leonforte sono coltivate da sempre in Sicilia, soprattutto in rotazione al frumento, ma con il passare degli anni sono andate via via a scomparire, diventando una varietà a rischio di estinzione. La loro coltivazione è del tutto manuale.

A differenza degli altri legumi, non hanno bisogno di lunghi tempi di ammollo. Inoltre cuociono velocemente e si cucinano senza alcuna difficoltà. Quelle verdi sono disponibili alla fine del mese di marzo. Secondo le più antiche tradizioni gastronomiche siciliane, andrebbero bagnate nel sale e condite con le cipollette, da mangiare poi insieme al formaggio pecorino. Possono però anche essere cucinate in frittata, con olio, pancetta e cipolla.

Fava di Ustica

La fava di Ustica è di medie dimensioni e si differenza da altre varietà di fave per la sua estrema tenerezza. È un cibo povero da sempre presente nelle ricette gastronomiche siciliane, utilizzato però anche come alimento per la zootecnica dell’isola. Purtroppo con il passare degli anni le fave di Ustica sono state coltivate sempre meno, ma oggi stanno vivendo una rivalutazione.

La coltivazione avviene in modo del tutto manuale. Non si utilizzano inoltre né concimi né erbicidi. La raccolta avviene nel mese di maggio e i covoni che si vengono a creare sono lasciati ad asciugare all’aperto. Le fave si separano così in modo del tutto naturale dalla paglia, grazie ai venti siciliani. Si tratta di una tecnica tradizionale questa che è possibile solo con le fave di Ustica, date le loro dimensioni. Con altri legumi infatti si rischierebbe di rompere il legume.

Le fave di Ustica in Sicilia sono consumate verdi, sia cotte che crude. Tra le ricette tipiche, il macco di fave con fave secche e germogli di finocchietto selvatico.

Sesamo di Ispica

La produzione di sesamo è stata introdotta in Sicilia ai tempi della dominazione araba. Nel territorio di Ispica questa produzione è stata in passato davvero molto intensa, una verità qual ispicese che si caratterizza per un seme di dimensioni estremamente piccole e per il colore ambrato. Il sapore è intenso.

Fino agli anni ‘50 la produzione del sesamo di Ispica è stata intensa, ma è poi via via andata a scomparire, una varietà che infatti risulta laboriosa da raccogliere e che inoltre ha subito i danni del mercato sempre più competitivo. Oggi stiamo rivalutando questa varietà, anche perché si tratta di un ingrediente chiave in molte ricette tipiche siciliane. Il sesamo è infatti utilizzato per la preparazione di pane e biscotti, della cobaita, del tradizionale torrone.

Razza modicana

La vacca Modicana è una razza bovina presente da secoli in Sicilia, caratterizzata da un manto rosso, da una elevata rusticità e dal fatto di produttore latte solo quando è presente il vitellino. Il latte della vacca Modicana è molto pregiato, con un sapore intenso e rotondo, perfetto per la produzione dei formaggi locali, del ragusano in modo particolare.

Purtroppo gli allevamenti di razza modicana sono andati via via a scomparire a partire dagli anni ‘50-60, a favore infatti di razze bovine capaci di garantire maggiori ingressi economici, con una maggiore resa quindi sia in latte che per quanto riguarda la macinatura.

Oggi sono pochissimi gli allevamenti della razza Modicana presenti in Sicilia, allevamenti che meritano di essere sostenuti e protetti. La si alleva allo stato brado o semibrado, ricoverandola in pratica solo per la mungitura.

Formaggi prodotti con latte di Vacca Modicana

Ricotta salata

(1 recensione del cliente)
6,95 5,56

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Ricotta salata tipica siciliana
  • Prodotta con siero di latte bovino, latte ovino e sale
  • Formaggio artigianale, prodotto a mano
  • Formaggio a pasta dura, perfetto anche da grattugiare
  • Peso: 400g
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Caciotta affumicata

(1 recensione del cliente)
6,95 5,56

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Con latte crudo di vacca Modicana
  • Prodotta in modo artigianale e del tutto a mano
  • Formaggio a pasta filata
  • Peso: 400g
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Caciocavallo semistagionato

(1 recensione del cliente)
10,5619,60

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Caciocavallo semistagionato tipico siciliano
  • Lavorato artigianalmente e del tutto a mano
  • Prodotto con il latte della vacca Modicana
  • Prodotto con solo latte crudo, caglio e sale
  • Stagionatura 6-12 mesi

Cacio stagionato

(2 recensioni dei clienti)
9,2017,20

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Cacio prodotto con il latte della vacca Modicana
  • Con latte intero e crudo
  • Stagionatura oltre 12 mesi

Caciocavallo fresco

(1 recensione del cliente)
10,0018,32

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Prodotto con latte di vacca Modicana
  • Prodotto artigianalmente, ancora oggi del tutto a mano
  • Tra gli ingredienti, solo latte crudo, sale e caglio

Caciotta fresca

(1 recensione del cliente)
10,20 8,16

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Con latte crudo di vacca Modicana
  • Prodotto artigianalmente e del tutto a mano
  • Formaggio a pasta filata
  • Peso: 600g
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Caciocavallo stagionato

(3 recensioni dei clienti)
11,3620,72

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Caciocavallo prodotto in modo artigianale e del tutto a mano
  • Prodotto con il latte intero crudo della vacca Modicana
  • Stagionatura 12-24 mesi

Guastedda du nonnu

(1 recensione del cliente)
8,70 6,96

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Prodotto in modo artigianale, completamente a mano
  • Con latte di vacca Modicana
  • Formaggio a pasta filata con tipica forma schiacciata
  • Peso: 500g
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Ricotta salata al peperoncino

(1 recensione del cliente)
6,95 5,56

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Ricotta salata tipica siciliana arricchita con peperoncino
  • Prodotta con siero di latte bovino e latte ovino
  • Formaggio artigianale, prodotto a mano
  • Formaggio a pasta dura, perfetto anche da grattugiare
  • Peso 400g
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Vastedda della valle del Belice

Questo è un formaggio tipico siciliano che ha una caratteristica davvero particolare. Si tratta infatti dell’unico formaggio di pecora a pasta filata prodotto nel nostro Bel Paese.

La Vastedda era prodotta anticamente dai casari della Valle del Belìce che non volevano dover gettare via i pecorini in possesso di troppi difetti per poter essere messi sul mercato. Vasta infatti in siciliano significa appunto guasta, difettosa. I percorsi venivano filati quindi ad alta temperatura, così da riuscire a produrre questo straordinario formaggio fresco, che doveva essere consumato entro due o tre giorni al massimo dalla produzione.

È un formaggio delicatamente profumato, che sul palato lasciata una nota di burro e di erbe della zona. Fragrante e intenso, questo formaggio deve essere tagliato a fette piuttosto grandi e condito con olio, pomodoro e origano. Può però essere anche inserito in ricette della tradizione gastronomica siciliana, ad esempio nel tipico pane cunzato.

Pomodoro siccagno della valle del Bilìci

Grazie ad estati calde e secche e ad inverni miti, nella valle del Bilìci le coltivazioni sono da sempre il punto di forza dell’economia locale. Interessante la coltivazione dei pomodori, che grazie ai terreni ricchi di potassio della zona hanno un sapore davvero molto dolce. Sono pomodori che non hanno bisogno di irrigazione e che un tempo erano utilizzano secchi oppure per produrre la passata e il concentrato.

Si credeva che ormai questi pomodori fossero scomparsi del tutto, ma un produttore di Villalba per fortuna ne conservava una semente locale antica che ha permesso di coltivare di nuovo questo pomodori della tradizione.

Da ricordare che questo pomodoro ha eccellenti proprietà organolettiche. Contiene infatti elevate quantità di vitamina A, vitamina C, antiossidanti. Ha inoltre un basso apporto calorico. È talmente tanto saporito, che per cucinarlo non c’è bisogno dell’aggiunta di sale.

Pesca nel sacchetto

A Leonforte si coltivano da sempre le pesche secondo un metodo tradizionale e unico. A giugno, quando le pesche sono ancora verdi, i contadini infatti chiudono a mano, uno ad uno, i frutti con dei sacchetti di carta pergamenata. Ovviamente è da qui che prende quindi il nome questa vareità di pesca. Le pesche debitamente insacchettate maturano dal mese di agosto ad ottobre-novembre. I frutti sono raccolti a mano ovviamente, con una lieve rotazione del picciolo, in modo estremamente delicato.

Le pesche nel sacchetto hanno un colore giallo intenso e sono in possesso di striature rossastre. Il loro profumo è intenso. La polpa è gialla, soda, con un sapore dolce che è davvero inusuale.

Lenticchia di Villalba

La lenticchia di Villalba è presente da sempre in Sicilia, una coltivazione che è via via andata a scomparire però quando il consumatore finale ha iniziato a prediligere legumi più piccoli e di più veloce cultura.

Si tratta di una lenticchia infatti a seme grande, che ha bisogno di lunghi tempi di cottura. Nonostante la lunga cottura, resta soda ed è anche bella a vedersi nel piatto, così che ogni ricetta possa risultare eccezionale. Da ricordare che questa lenticchia ha un elevato apporto di ferro, anche fino a 10 mg infatti per 100 grammi di prodotto. Inoltre ha un elevato apporto di proteine e un basso tenore in fosforo e potassio.

Lenticchie di Villalba Presidio Slow Food

(2 recensioni dei clienti)
8,50 6,90
  • Prodotto agroalimentare tradizionale riconosciuto dalla regione Sicilia e dal Ministero delle Politiche Agricole
  • Lavorate artigianalmente a mano
  • Coltivate e confezionate a Villalba, Sicilia
  • Lenticchie a seme grande
  • Elevato contenuto proteico e di ferro
  • Basso tenore di fosforo e potassio

Formato: confezione da 500g

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Pomodoro pizzutello delle Valli Ericine

Nelle Valli Ericine il terreno è rosso e ricco di salinità, perfetto per la produzione dei pomodori. Il pomodoro pizzutello coltivato in questa zona ha un colore rosso acceso ed una forma tondeggiante. È piccolo e in possesso di una punta all’umbone. Il sapore è dolcissimo.

Questi pomodori sono perfetti per essere consumati freschi, ma è possibile anche utilizzarli per produrre una passata eccellente, conservandoli appesi a grappolo. Sono proprio questi i pomodori perfetti, insieme all’aglio rosso di Nubia, per il pesto alla trapanese.

Provola dei Nebrodi

Questo è un caciocavallo siciliano prodotto dai casari dei monti Nebrodi, oggi proprio come un tempo in modo del tutto artigianale. La forma di questa provola è ovoidale con testina per legare e appendere le forme.

Prodotta con il latte vaccino crudo e il caglio di agnello o di capretto, è un formaggio a pasta filata. Prima di filare la pasta però la manipolazione è molto lunga, così che il formaggio alla fine possa sfogliarsi in bocca.

La crosta è liscia e lucida, con un colore giallo paglierino piuttosto intenso. Il sapore è dolce se la provola è fresca, ma diventa piccante mano a mano che il formaggio stagiona. È un formaggio da tavola eccellente, che può però anche essere inserito in molte ricette della tradizionale locale.

Maiorchino

Il Maiorchino è un formaggio tipico siciliano prodotto con il latte crudo di pecora. Di soluto si aggiunge anche un 20% di latte di capra e in alcuni casi anche un 20% di latte di mucca.

Dopo la rottura della cagliata e la cottura, la pasta è inserita in apposite fascere. A questo punto si passa a forare le bolle d’aria superficiali con un ago di ferro , un’operazione lenta da effettuare del tutto a mano, che può durare anche un paio di ore. Non solo, questa operazione in alcuni casi deve anche essere ripetuta dopo una seconda cottura.

Da ricordare che sono proprio le forme di Maiorchino ad essere utilizzate nella tradizione ruzzola nei nei comuni di Basicò e Novara di Sicilia durante il periodo del Carnevale.

Suino nero dei Nebrodi

Il suino nero dei Nebrodi, molto più simile ad un cinghiale selvaggio piuttosto che ad un suino da allevamento e poco mansueto, si caratterizza per essere di piccole dimensioni e in possesso di un mantello scuro. È allevato allo stato brado oppure semibrado.

Con la carne di questo suino si producono da sempre alcuni tra i più importanti salumi siciliani, come la salsiccia dei Nebrodi, il salame, il capocollo oppure la pancetta. Si presta soprattutto alle preparazioni a lunga stagionatura, perché mano a mano che passa il tempo il sapore della carne risulta sempre più intenso. Ovviamente la carne di suino nero si presta anche ad essere consumata fresca.

Il problema è che il suino dei Nebrodi è stato allevato in modo sempre meno intenso nel corso degli anni, tanto che oggi dovrebbero essercene più o meno 2000 esemplari soltanto. Proprio per questo motivo è importante supportare questo allevamento, per far sì che i sapori tradizionali della Sicilia possano essere preservati.

Susine bianche di Monreale

Tra le coltivazioni tradizionali della zona di Monreale, troviamo anche il susino. Fino agli anni ‘50 sembra anzi che questa zona fosse un enorme frutteto, costellato qua e là da poche, pochissime abitazioni.

Oggi il paesaggio è cambiato e con esso sono cambiate anche le coltivazioni. Le susine bianco di Monreale sono diventate sempre più rare, di piccole dimensioni, con una buccia di colore giallo molto chiaro e dal sapore dolcissimo. Sono chiamate anche sanacore, data la loro forma. La raccolta di queste susine è delicatissima e un tempo venivano incarnate una ad una nella carta velina e lasciate a raggrinzire.

Manna delle Madonie

Migliaia gli ettari di frassineti oggi quasi del tutto scomparsi, non ne resta infatti che il 20-30% ancora produttivi, costellava il territorio nord occidentale dell’isola un tempo.

Da questi frassini si produceva la Manna delle Madonie, incidendo il tronco e facendo fuoriuscire una sostanza resinosa da cui si formavano poi al sole delle stalattiti biancastre di manna. Questa coltivazione deve essere preservata, sia perché si tratta di un prodotto tipico, sia per la valenza ambientale e storica.

Melone cartucciaru di Paceco

Nelle campagne di Paceco, in provincia di Trapani, si coltiva da sempre il melone giallo in diverse varietà, tra cui il melone cartucciaro. Si tratta di un melone che deve essere seminato nel mese di aprile in serra, pena il rischio che le api lo impollinino.

Si raccoglie in estate, da giugno ad agosto, ma non lo si mangia immediatamente, un melone che proprio per questo motivo è definito invernale. Viene infatti appeso in un luogo asciugo, fresco e ventilato per 2-3 mesi, in alcuni casi anche più a lungo. È un frutto da tavola che però si presta ad essere utilizzato per la preparazione del gelato e della granita tipica siciliana.

Provola delle Madonie

La provola delle Madonie è molto simile a quella che si produce a Nebrodi, ma ha una forma schiacciata e panciuta. È particolarmente diffusa la provola fresca, ma ne esiste anche una versione leggermente affumicata.

La crosta di questo formaggio a pasta filata è liscia e sottile, con un colore giallo paglierino. La pasta invece è bianca e compatta. Ha un sapore dolce e piuttosto delicato.

Albicocca di Scillato

A Scillato, in provincia di Palermo, si coltivano da sempre moltissimi frutti, date le acque sorgive che rendono i terreni particolarmente fertili. Tra i frutti più famosi della zona, l’albicocca, di piccole dimensioni, con un colore tendente al rossastro e un profumo intenso. Anche il sapore è intenso, rotondo al palato. Per la coltivazione di questa albicocca si seguono metodi tradizionali e non si utilizzano trattamenti chimici di alcun genere. Anche la raccolta ovviamente è effettuata del tutto a mano.

L’albicocca di Scillato è perfetta come frutta da tavola, peccato però che si tratti di un frutto delicato che quindi può essere trasportato facilmente solo ai mercati vicini. Con questa albicocca però si produce anche un’ottima confettura.

Fragolina di Sciacca e Ribera

Tra la frutta più buona di tutta la Sicilia, la fragolina di Sciacca e Ribera, caratterizzata da frutti di piccolissime dimensioni, globosi, con un colore rosso intenso. È molto profumata e il sapore è aromatico.

La fragolina di Sciacca e Ribera deve essere consumata entro due giorni appena dalla raccolta ed è perfetta per preparare marmellate, sciroppi, gelati, granite tipiche, e gelatine. Inoltre le foglie e le radici essiccate sono utilizzate, dati gli effetti depuranti e antidiuretici, nella farmacopea tradizionale.

Sale marino di Trapani

Basta lasciare l’acqua del mare in grandi vasche vicino alla costa, le famose saline, per riuscire ad ottenere il sale marino. Il migliore sale marino della Sicilia lo si ottiene sulla costa trapanese, tra Trapani quindi, Paceco e Marsala. Queste sono saline antiche che contribuiscono a donare al paesaggio circostante un valore storico elevato, dove si produce sale nei mesi estivi, in modo particolare luglio e agosto, ma anche settembre a seconda delle condizioni climatiche.

È importante ricordare che il sale marino di Trapani ha un elevato contenuto di potassio e di magnesio rispetto ad altri sali. Possiede inoltre una minore quantità di cloruro di sodio.

Fagiolo cosaruciaru di Scicli

Il fagiolo cosaruciaru è un antico legume che si caratterizza per il colore bianco-panna con leggere screziature marroni. Ha un sapore dolce e lo si utilizza da sempre in Sicilia per la preparazione delle zuppe di verdure. Lo si mangia anche con le cotiche.

Questo era un tempo un legume molto diffuso che permetteva inoltre di ottenere un buon guadagno. Con il passare del tempo però è scomparso. Solo alcuni contadini, particolare affezionati al suo dolce sapore, lo hanno continuato a coltivare, più per uso personale che altro. È solo grazie a loro però se oggi possiamo di nuovo gustare questo legume così eccezionale.

Masculina da magghia

Nel golfo di Catania si pescano da sempre le alici, qui conosciute con il nome di masculine. La tecnica è antichissima. Si utilizzano infatti delle reti menaidi, che prendono il nome di tratte, in possesso di maglie che imprigionano la testa delle alici. Si permette così di dare vita ad un dissanguamento del tutto naturale, che permette al pesce di assumere un gusto più intenso. Ecco spiegato il motivo per cui la masculina da magghia catanese è considerata un pesce estremamente pregiato.

Cavolo trunzu di Aci

Si tratta di una varietà del cavolo rapa coltivato nel catanese, soprattutto ad Acireale e nelle zone limitrofe. Si caratterizza per le piccole dimensioni e per la presenza di striature violacee sulla parte edule. Ricco di minerali e di vitamine, ha anche un’azione detossificante.

Da sempre presente sui mercati siciliani, con gli anni ‘40 questa varietà è andata via via a diminuire, una coltivazione infatti considerata poco redditizia. Dato che il mercato catanese è alla costante ricerca di questa specialità tipica, si cerca di preservarla quanto più possibile.

Cuddrireddra di Delia

Dietro a questo strano nome si cela un biscotto a forma di bracciale, una forma molto complessa ancora oggi realizzata del tutto a mano proprio come un tempo. Con la pasta compatta si formano infatti dei rotolino da avvolgere attorno ad un bastoncino. La spirale così ottenuta si posiziona su appositi pettini, attrezzi composti da asticelle in legno unite tra loro da strisce di canne di bambù. Poggiando la pasta sui pettini, ecco che si forma la caratteristica rigatura. Unendo poi le due estremità, ecco che si ottiene una forma a corona.

Nella ricetta sono presenti farina di grano duro, uova fresche, zucchero, strutto, vino rosso, cannella e scorzette di arancio, il tutto fritto in olio extra vergine di oliva.

Carciofo spinoso di Menfi

Lo spinoso di Menfi è un carciofo di cui si hanno notizie almeno dall’Ottocento, anche se con probabilità la sua presenza sul territorio è molto più antica. È una varietà di carciofo autunnale, di medie dimensioni, con la parte edibile di colore verde e in possesso di striature violette. Le spine sono molto più numerose rispetto a quelle presenti su altre varietà.

Il sapore è delicato ma aromatico e resta sempre croccante qualunque sia la cottura. I veri buongustai amano assaporare il carciofo spinoso cotto alla brace, ma si presta anche alla preparazione di sottoli, caponate e paté.

Fagiolo badda di Polizzi Generosa

Negli orti di Polizzi Generosa si coltiva un fagiolo di piccole dimensioni, dalla forma piuttosto rotonda e bicolore, avorio infatti con macchie rosate, aranciate oppure viola scuro. Si tratta di un fagiolo dal sapore intenso, con note erbacee e salmastrose, con sentori di castagna e di mandorla, unico insomma nel seguo genere. Con la cottura diventa cremoso al palato, ma importante ricordare che non si falda, piacevole quindi da mangiare e capace anche di regalare una buona resa nel piatto.

Coltivato nei piccoli orti familiari, non è mai stato per fortuna abbandonato, una specie che è rara e pregiata e che merita di essere sostenuta al meglio.

Peperone di Polizzi Generosa

Negli orti di Polizzi Generosa, nel cuore delle Madonie, si coltiva questo peperone piccolo, caratterizzato da una forma conica e da un colore verde intenso che in fase di maturazione vira al rosso. A differenza delle altre varietà di peperoni, cresce con la bacca rivolta verso l’alto. Si tratta di una coltivazione che necessita di pazienza e cure costanti.

È perfetto da mangiare crudo in insalata, ma i siciliani amano anche cuocerlo alla pistara, condendolo poi con olio, aceto e basilico. Un tempo lo si conservava sott’olio e lo si utilizzava per la preparazione di un deliziosa salsa, ricette queste che si sta cercando di recuperare.

Alaccia salata di Lampedusa

L’alaccia, molto simile ad una sardina ma di più grandi dimensioni e dall’aspetto molto più tozzo, ha una carne ricca di Omega 3 estremamente digeribile. È ricca anche di proteine, potassio, fosforo, sali minerali e vitamine.

La pesca è effettuata con il cianciolo e la lampara, navigando su piccole imbarcazioni. La tradizione siciliana vuole che la si conservi sotto sale per circa 4 mesi e che la si metta in vasetti di vetro sott’olio, dopo averla debitamente lavata per togliere l’eccesso di sale. È mangiata come antipasto oppure inserita come ingrediente nei sughi per dare maggiore sapore. Può essere consumata anche fresca, soprattutto fritta.

Mandarino tardivo di Ciaculli

Della famosa Conca d’Oro palermitana oggi non resta praticamente più niente. Le coltivazioni infatti si sono ridotto dell’80% e la città si allarga a sempre più. C’è però una zona che non è stata intaccata da tutto questo, quella di Ciaculli e di Croceverde Giardina.

Queste sono zone coltivate soprattutto a mandarini dove è nata una varietà davvero speciale, per mutazione spontanea. Si tratta di un mandarino tardivo, che matura infatti da gennaio a marzo. È un mandarino dal sapore dolcissimo, che risulta estremamente succoso. La buccia inoltre è fine e all’interno sono presenti pochissimi semi.

Cipolla paglina di Castrofilippo

La coltivazione delle cipolle è da sempre molto prolifica nei terreni di Castrofilippo, che si caratterizzano infatti per una intensa presenza d’acqua. L’ecotipo Cipolla paglina di Castrofilippo è in possesso di una tunica giallo pallido, con bulbi di grande pezzatura.

Ha un aroma gradevole e al palato emana una elevata dolcezza. Non ha note particolarmente piccanti e proprio per questo motivo si presta ad essere consumata anche a crudo. La tradizione siciliana la inserire anche in molte ricette tipiche.

Oliva minuta

Nella fiumara di Sinagra e del Naso, nei Comuni della valle del Fitalia e nelle zone di Castell’Umberto e Sinagra, si coltiva una rara varietà di olivo, la minuta. Rustica e capace di resistere ad ogni possibile condizione climatica, è anche in possesso di propietà organolettiche semplicemente incredibili. Ha infatti una elevata quantità di ortofenoli e vitamina E.

La raccolta dell’oliva minuta è effettuata del tutto a mano, con l’ausilio di una pertica per effettuare la bacchiatura, per scuotere cioè le fronde. La spremitura di questa oliva è effettuata a freddo, così da poter produrre un olio dal sapore delicato e fruttato.

Pistacchio verde di Bronte

Questa varietà di pistacchio cresce solo ed esclusivamente sui terreni di Bronte, un pistacchio che si caratterizza per un colore verde smeraldo estremamente brillante e per un profumo intenso, che sa di resina, grasso.

Gli alberi non sono sottoposti né ad irrigazione né a concimazione. Un paio di volte all’anno si procede semplicemente ad eliminare i rami secchi o a togliere le gemme negli anni in cui gli alberi non producono e devono stare a riposo. La raccolta dei pistacchi, tra agosto e settembre, coinvolge tutto il paese, bambini compresi, una raccolta delicata, complessa, lunga, per le quale ci vuole dedicazioni e pazienza.

Purtroppo questa è una varietà che ha rischiato in più occasioni di scomparire a causa della concorrenza che arriva dall’estero. Sono molti i pistacchi infatti più semplici da raccogliere e meno costosi che possono essere utilizzati oggi, anche se molto meno saporiti e di minore qualità. Proprio perché a rischio ma di elevata qualità, questa è una varietà che merita di essere preservata.

Ape nera sicula

L’ape nera sicula, caratterizzata proprio dal suo colore nero, è stata presente per millenni sull’isola. Durante gli anni ‘70 però è stata abbandonata, rischiando così l’estinzione. Per fortuna alcuni studiosi hanno fatto il possibile per evitare che l’ape sicula scomparisse e ancora oggi è presente in Sicilia.

È talmente tanto docile che non c’è neanche bisogno di maschere durante la fase di smielatura ed è molto produttiva. Riesce a produrre miele persino quanto il clima è torrido, con temperature che superano i 40°C.

Salsiccia di Palazzolo Acreide

A Palazzolo Acreide, vicino a Siracusa, si produce una salsiccia dal sapore semplicemente eccezionale con la carne del suino nero. La salsiccia può essere mangiata fresca, cotta direttamente alla brace oppure utilizzata per dare sapore ad ogni ricetta tipica. Può essere consumata però anche essiccata.

Oltre alla carne di maiale, troviamo come ingredienti nella salsiccia il sale marino, ovviamente siciliano, il peperoncino, il finocchio selvatico e il vino rosso. Ecco spiegato il motivo per cui i suoi profumi sono molto intensi e il sapore deciso.

Antiche mele dell’Etna

Sulle pendici dell’Etna un tempo erano presenti ampie coltivazioni di mele, antiche varietà tra cui ricordiamo la cola, la gelato, la gelato cola, la cirino. La cola, di colore bianco lentigginoso, si caratterizzava per un sapore acidulo. La gelato invece di colore giallo paglierino si caratterizzava per un gusto dolcissimo. La gelato cola era una via di mezzo tra le due. La cirino era di piccolissime dimensioni, con una buccia cerulea con striature rossastre.

Queste varietà con il passar degli anni sono andate via via scomparendo, soppiantate da varietà più produttive e più richieste dal mercato. Per fortuna alcuni coltivatori della zona continuano a portare avanti le tradizioni siciliane coltivando queste antiche varietà, che meritano senza dubbio di essere sostenute e rivalutate.

Come comprare i prodotti dei Presidi Slow Food

I prodotti dei Presidi Slow Food della Sicilia meritano assolutamente di essere acquistati, per portare sulle proprie tavole il meglio della tradizione siciliana, sapori unici, genuini, autentici. Ma come comprare questi prodotti? Per fortuna sono oggi disponibili molti e-commerce specializzati in prodotti tipici siciliani che lo permettono. Tra questi anche il nostro ecommerce DallaSicilia.com. È presente infatti un’apposita sezione di prodotti dei Presidi Slow Food.

Tutti i nostri Prodotti Slow Food

Ricotta salata

(1 recensione del cliente)
6,95 5,56

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Ricotta salata tipica siciliana
  • Prodotta con siero di latte bovino, latte ovino e sale
  • Formaggio artigianale, prodotto a mano
  • Formaggio a pasta dura, perfetto anche da grattugiare
  • Peso: 400g
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Caciotta affumicata

(1 recensione del cliente)
6,95 5,56

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Con latte crudo di vacca Modicana
  • Prodotta in modo artigianale e del tutto a mano
  • Formaggio a pasta filata
  • Peso: 400g
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Caciocavallo semistagionato

(1 recensione del cliente)
10,5619,60

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Caciocavallo semistagionato tipico siciliano
  • Lavorato artigianalmente e del tutto a mano
  • Prodotto con il latte della vacca Modicana
  • Prodotto con solo latte crudo, caglio e sale
  • Stagionatura 6-12 mesi

Cacio stagionato

(2 recensioni dei clienti)
9,2017,20

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Cacio prodotto con il latte della vacca Modicana
  • Con latte intero e crudo
  • Stagionatura oltre 12 mesi

Caciocavallo fresco

(1 recensione del cliente)
10,0018,32

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Prodotto con latte di vacca Modicana
  • Prodotto artigianalmente, ancora oggi del tutto a mano
  • Tra gli ingredienti, solo latte crudo, sale e caglio

Caciotta fresca

(1 recensione del cliente)
10,20 8,16

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Con latte crudo di vacca Modicana
  • Prodotto artigianalmente e del tutto a mano
  • Formaggio a pasta filata
  • Peso: 600g
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Caciocavallo stagionato

(3 recensioni dei clienti)
11,3620,72

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Caciocavallo prodotto in modo artigianale e del tutto a mano
  • Prodotto con il latte intero crudo della vacca Modicana
  • Stagionatura 12-24 mesi

Guastedda du nonnu

(1 recensione del cliente)
8,70 6,96

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Prodotto in modo artigianale, completamente a mano
  • Con latte di vacca Modicana
  • Formaggio a pasta filata con tipica forma schiacciata
  • Peso: 500g
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Ricotta salata al peperoncino

(1 recensione del cliente)
6,95 5,56

20% di SCONTO su tutti i Formaggi fino al 31 Maggio

  • Ricotta salata tipica siciliana arricchita con peperoncino
  • Prodotta con siero di latte bovino e latte ovino
  • Formaggio artigianale, prodotto a mano
  • Formaggio a pasta dura, perfetto anche da grattugiare
  • Peso 400g
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Lenticchie di Villalba Presidio Slow Food

(2 recensioni dei clienti)
8,50 6,90
  • Prodotto agroalimentare tradizionale riconosciuto dalla regione Sicilia e dal Ministero delle Politiche Agricole
  • Lavorate artigianalmente a mano
  • Coltivate e confezionate a Villalba, Sicilia
  • Lenticchie a seme grande
  • Elevato contenuto proteico e di ferro
  • Basso tenore di fosforo e potassio

Formato: confezione da 500g

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Pistacchio Verde di Bronte DOP

(1 recensione del cliente)
5,9010,90
  • Il Pistacchio originale di Bronte
  • Direttamente dalle pendici dell’Etna
  • Gusto delicato e gradevole
  • Odore tipico e inconfondibile
  • Colore verde intenso e brillante
  • Denominazione di origine protetta (DOP)
  • Presidio Slow Food

Pesto di Pistacchio Verde di Bronte DOP

10,9012,90
  • 100% Pistacchio Verde di Bronte DOP
  • Direttamente dalle pendici dell’Etna
  • Ideale per primi e bruschette
  • Formati disponibili: 90g e 190g

Crema di Pistacchio Verde di Bronte DOP

(1 recensione del cliente)
9,9011,90
  • 100% Pistacchio Verde di Bronte DOP
  • Deliziosa crema spalmabile a base di pistacchi verdi di Bronte DOP 
  • Ideale sul pane, per guarnire un dolce o farcire crepes
  • Un cucchiaino tira l’altro… Attenzione: crea dipendenza!

Pistacchio Verde di Bronte DOP Sgusciato

(1 recensione del cliente)
9,9018,90
  • Il Pistacchio originale di Bronte
  • Direttamente dalle pendici dell’Etna
  • Già sgusciato e pronto per l’uso
  • Gusto delicato e gradevole
  • Odore tipico e inconfondibile
  • Colore verde intenso e brillante
  • Denominazione di origine protetta (DOP)
  • Presidio Slow Food

Crema Vegana Spalmabile con Pistacchio Verde di Bronte DOP

(1 recensione del cliente)
11,90
  • Crema spalmabile vegana
  • Solo Pistacchio Verde di Bronte DOP
  • Direttamente dalle pendici dell’Etna
  • Senza glutine
  • Senza lattosio
  • Peso: 90g
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Crema di Pistacchio di Bronte DOP Gluten Free

(1 recensione del cliente)
9,90
  • 100% Pistacchio Verde di Bronte DOP
  • Direttamente dalle pendici dell’Etna
  • Senza Glutine
  • Una volta assaggiata, sarà difficile metterla giù!
  • Peso: 90g
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DAL NOSTRO SHOP

Le tipicità alimentari siciliane preferite dai nostri clienti.

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Caciocavallo semistagionato

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