Prodotti e Sapori Siciliani

Dolci Siciliani: 5 bontà tipiche della Sicilia di cui non potrai più fare a meno

Granita siciliana

La pasticceria siciliana è giustamente celebrata anche a livello globale. I dolci tipici dell’isola ormai da tempo hanno conquistato un gran numero di adepti e sono diventati una vera colonna del Made in Sicily. Andiamo quindi a vedere da vicino quelli che non possono mancare sulla tavola di chi ama trattare bene il proprio palato.

La cassata

Cassata siciliana

Cassata siciliana

La menzione d’onore non può che spettare alla cassata, vero e proprio dolce simbolo della pasticceria siciliana. Le sue origini vengono solitamente fissate tra il nono e l’undicesimo secolo, quando fece la sua comparsa sotto forma di involucro in pasta frolla riempito di ricotta. Da questa ricetta originaria si è poi sviluppata la lunga teoria delle variazioni, tra le quali quella fondamentale apportata dall’utilizzo della pasta reale (o Martorana), che permise di trasformare il dolce da cotto a freddo. Anche se, ad esempio nel palermitano, si continua a preferire la versione in forno con la pasta frolla al posto del pan di Spagna, senza canditi o pasta di mandorle e con le gocce di cioccolato sulla ricotta.

Il cannolo

Cannoli siciliani

Cannoli siciliani

Se la cassata è il dolce siciliano più famoso nel mondo, c’è però un altro prodotto che è in grado di insidiarne molto da vicino la popolarità. Si tratta ovviamente del cannolo, nato del resto molto prima, se si pensa che fu decantato da Cicerone dopo un viaggio in Sicilia, nel 70 a.C.

Il suo nome deriva dall’utilizzazione di canne di fiume per la formazione di piccoli cilindri in cui erano arrotolate le cialde e di versioni ne esistono in questo caso molte, tanto da dare vita a notevoli polemiche anche sulle origini. Che, secondo Pino Correnti (“Libro d’oro della cucina e dei vini siciliani”), sarebbero da rintracciare in un convento di Caltanissetta, dove sarebbe stato inventato dalle locali suore di clausura. Per farlo, però, sarebbe stata rielaborata una antica ricetta portata in Sicilia dagli Arabi e utilizzata dalle donne degli harem nel capoluogo nisseno.

A codificare la ricetta e a stabilizzarla sono stati però i maestri pasticceri di Palermo. Mentre a quelli di Messina spetta una menzione per la variante con crema e gocce di cioccolato. Il risultato è comunque sempre spettacolare.

La pasta di mandorle

Paste di mandorla siciliane

Paste di mandorla siciliane

In questa rassegna non può naturalmente mancare la pasta di mandorle, o Reale, come fu denominata per la nota predisposizione di Ruggero II a consumarne notevoli quantità di quella preparata nella chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio Giorgio di Antochia, annessa al Convento della Martorana.

L’impasto con zucchero, acqua e mandorle deve anch’esso le sue origini agli Arabi, i quali impiantarono in Sicilia la coltivazione della canna da zucchero. La successiva mescita dello zucchero alla frutta secca, in questo caso le mandorle macinate, posero le basi per il successivo sviluppo della ricetta che oggi conosciamo all’interno del convento palermitano. Opera, secondo le narrazioni ormai consolidate, di Eloisa da Martorana, che dopo aver fondato il convento, nel 1194, ne avviò la produzione.

Attualmente la pasta di mandorle prevede anch’essa molte varianti, a seconda del territorio in cui viene prodotta. Ad esempio, le paste di mandorla vengono aromatizzate nell’hinterland di Catania con la nocciola, mentre a Bronte si usa, e non potrebbe essere altrimenti il pistacchio.

Paste di Mandorla Siciliane

8,90
  • Pasticcini di pasta di mandorle
  • Dolci tipici siciliani
  • Morbidissimi biscotti dal cuore di mandorla
  • Aromatizzati con scorzette di arance e limoni siciliani
  • Ideali per gli intolleranti al glutine e al lattosio
  • Formato: vassoio da 300g

La granita con la brioche

Granita siciliana

Granita siciliana

La granita è una sorta di religione laica, in Sicilia. Una religione che ha addirittura prodotto un mestiere, quello del nivarolo, ovvero colui che raccoglieva nei mesi freddi la neve dell’Etna e la conservava nelle neviere, prima di portarla sulla costa nei mesi estivi, per rivenderla alle famiglie facoltose. Le stesse che, successivamente, la utilizzavano per gelati e sorbetti su cui veniva spruzzato sciroppo di frutta o spremuta di limone. Con una serie di successive modifiche, si arrivò così alla granita che conosciamo oggi, esaltata a sua volta dall’unione con la brioche siciliana. Proprio quella isolana, infatti, vanta una caratteristica del tutto particolare: il tuppo. Termine che indica in pratica lo chignon, tipica acconciatura femminile cui si ispira la brioche sicula.

Le minne di Sant’Agata o la Sfincia di San Giuseppe?

Cassatelle o Minne di Sant'Agata

Cassatelle o Minne di Sant’Agata

Se i primi quattro posti di una ipotetica classifica dei dolci siciliani non sono in discussione, molto più ardua è la scelta dell’ultimo posto della nostra Top Five. In questo caso, infatti, occorre operare una scelta tra le Minne di Sant’Agata e la Sfincia di San Giuseppe. Le prime sono un omaggio alla santa protettrice di Catania e somigliano molto alla cassata, la seconda è composta da un impasto fritto e spugnoso che viene ricoperto da una morbida crema di ricotta per poi essere guarnito da frutta candita e granella di pistacchio. Si tratta in effetti di una scelta non facile, che lasciamo in sospeso per non fare torto a nessuno.

Sfince di San Giuseppe

Sfince di San Giuseppe

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