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Fave fritte: lo “scaccio” siciliano da realizzare in casa

Fave fritte, fonte foto RicettaSprint.it

Se tornando da una vacanza in Sicilia ti sei portato nel cuore le fave fritte, non posso darti torto. Oltre a condividere il tuo pensiero però, c’è dell’altro che posso fare per te, proponendoti un approfondimento indispensabile per saperne maggiormente sul tema diventando il/la regina dello “scaccio” a mani basse.

Le fave fritte insieme alla calia, simenza (o semenza), noccioline, pistacchi, mandorle, noci e anacardi, sono considerate lo “scaccio” sicilano per eccellenza. In sintesi, stiamo parlando di tutta quella frutta secca mangiata durante le festività (specie Natalizie).

Cos’è lo “scaccio” siciliano

Frutta secca, fonte foto Pixabay

Frutta secca, fonte foto Pixabay

E se calia e la simenza sono alla portata delle maggiori bancarelle siciliane, le fave fritte potresti trovarle con più difficoltà in quanto rappresentano una vera preparazione casalinga da leccarsi i baffi durante una partita di carte tra amici.

La sua preparazione ti richiederà pochissimo tempo (ma dovrai ricordarti di mettere le fave a mollo la sera prima).

Ma che cosa è lo scaccio siciliano? Nient’altro che frutta secca. La calia e la simenza sono tipiche specialità siciliane composte da semplici ceci e semi di zucca.

La calia si prepara tostando i ceci e aggiungendo del sale in seguito. La “simenza”, invece, si ottiene dai semi di zucca essiccati successivamente lavorati con lo stesso procedimento della calia. Solitamente, gli amici dello street food, le preparano insieme e sul momento per poterle consegnare ancora tiepide e croccanti pronte per essere gustate durante fiere e feste di paese.

Lo “scaccio”, se sei fortunato, delle volte potrai trovarlo persino dentro le trattorie, da servire e gustare tra una portata e l’altra buttando le bucce (“scorcie”) per terra sorseggiando del buon vino rosso.

Se sei un grande appassionato della linea e della forma fisica, non preoccuparti di ciò che dicono delle frutta secca. Non è assolutamente vero che faccia ingrassare se consumata in maniera moderata e senza alcun senso di colpa. Ricordati anche che la frutta secca è assolutamente ricca di Omega 3, vitamine, calcio e ferro, tutti componenti presenti (e fondamentali) nelle diete tipiche degli sportivi che in quelle delle donne entrate da poco in menopausa.

Le nocciole e le mandorle sono ricche di vitamine, prevengono le malattie cardiovascolari e abbassano il livello del colesterolo e trigliceridi. Le mandorle, invece, abbondano di sali minerali. Le noci hanno un basso indice glicemico, perfette quindi per un piccolo strappo da parte di un soggetto diabetico. Inoltre sono ricche di sali minerali, vitamina B, Omega 3, calcio, magnesio, acido folico, antiossidanti e prevengono l’artrite e donano alla pelle un aspetto più sano.

Le origini storiche

Lo “scaccio” siciliano è un “passatempo” che metterà – sempre – tutti d’accordo. A prescindere dall’età, dai gusti culinari e dall’estrazione sociale, di fronte alla calia e la simenza nessuno saprà dirti di no tirandosi indietro.

L’origine dello “scaccio” ci riporta indietro fino agli arabi. Le bancarelle siciliane che vendono calia e simenza, non mancheranno mai durante il tuo soggiorno nella splendida isola, specie se ci sono delle festività di mezzo o dei luoghi da visitare.

All’ingresso di ville e giardini frequentati da intere famiglie, per esempio, il venditore ambulante non mancherà mai e lo troverai sempre pronto a farti il tuo bel “cono” di carta da giornale con dentro la frutta secca da sgranocchiare con amici e parenti.

Durante le festività più importanti (vedi Santa Rosalia a Palermo), troverai anche delle bancarelle meravigliosamente folkloristiche e perfettamente Instagrammabili per via del loro aspetto tradizionale decorato con carretti siciliani e marionette (i famosissimi “pupi siciliani”). I venditori ambulanti, nella maggior parte dei casi, abbrustoliscono la simenza davanti ai tuoi occhi dentro appositi calderoni alimentati a gas.
Nelle stesse bancarelle potrai trovare anche castagne secche (chiamate in siciliano “cruzziteddi” per via del loro aspetto “rinsecchito” che ti potrebbe ricordare un piccolo teschio).

Nell’antichità venivano utilizzate per numerose ricette e rappresentavano delle vere “caramelle” da regalare ai bambini poveri.

Durante l’arrivo dell’autunno, se avrai la fortuna di visitare la Sicilia, potrai anche farti inebriare dal buonissimo odore che alcuni viali sprigioneranno per merito della vendita delle caldarroste agli angoli della strada e abbrustolite sul momento con le cosiddette “fornacelle”. Sempre per strada, specie in prossimità delle scuole, potrai anche trovare venditori ambulanti di panini con le panelle, crocchè e sfincione.

La ricetta delle fave fritte

Se vuoi ricreare a casa tua il magnifico mondo dello “scaccio” cuocendo delle gustose fave fritte, ti sveliamo immediatamente come poterle cucinare.

Le fave fritte sono semplicissime da cucinare e costano veramente molto poco. Ed infatti nascono nella cucina contadina per sfamare in modo economico ma salutare e gustoso. Inoltre, dopo averle cucinate, si manterranno intatte anche per diverse settimane.

Ingredienti

  • 300 g di Fave secche (già decorticate)
  • 300 ml di Olio extravergine di oliva/ Olio di semi di arachidi
  • Sale
  • Erbe aromatiche (timo, origano, maggiorana, rosmarino)

Preparazione

  • La prima cosa che non devi scordare è quella di mettere le fave ammollo la sera prima (devono stare in acqua per circa 8/10 ore). Fatto questo, il giorno dopo sarai assolutamente pronto per preparare le tue deliziose fave fritte.
  • Una volta tenute le fave ammollo il tempo necessario, recuperando uno scolapasta puoi inserirle lì sciacquando bene e asciugando completamente con l’aiuto di un canovaccio per poi lasciarle riposare per un paio di ore.
  • Trascorse le due ore necessarie per la completa asciugatura, puoi mettere a scaldare dell’abbondante olio extravergine di oliva (oppure di semi di arachidi) e, una volta bollente, puoi aggiungere le fave poco alla volta per friggerle.
  • Per la cottura ci vorranno circa 5/7 minuti in quanto, essendo crude, dovranno acquisire la croccantezza sperata.
  • Saprai accorgerti quando tirarle fuori dall’olio perché cambieranno la loro consistenza diventando dorate. Successivamente riponi le fave sulla carta assorbente in modo da eliminare l’olio in eccesso e condisci con sale ed aromi a piacere.

Consigli

Puoi anche sgranocchiare le tue fave fritte nel corso delle settimane conservandole con cura all’interno di un barattolo ermetico. Tra gli aromi da utilizzare per condire le fave, ti consigliamo la paprika oppure il curry.

Le nostre fave fritte da sgranocchiare

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Fave Fritte Sale e Pepe

  • Fave sgusciate fritte in olio di semi
  • Condite con sale e pepe
  • Da mangiare come snacks
  • Coltivate, lavorate e confezionate a Valledolmo (PA)
  • Formati disponibili: 100g e 200g

Fonte foto di apertura: RicettaSprint.it

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